KATA ZANSHO

Esecuzione di Zansho Kata creato da Paci Sensei. Esegue Igor Battiston.

“Vorrei soffermarmi un minuto sul significato che io do al concetto di arte, più che su quello di marziale, di cui il video esplicita molto meglio di me.

Credo di poter definire l’arte come una delle massime espressioni della conoscenza umana, attraverso la quale un uomo cerca di attuare se stesso e di comunicare la propria idea, la propria conoscenza e il proprio prodotto agli altri.

L’immagine di un’opera d’arte è materiale e spirituale insieme.

Ed è proprio questo che il video che è stato proposto penso voglia trasmettere, naturalmente attraverso il linguaggio che ci è consono, che è quello dei gesti, della concentrazione, della potenza e del confronto.

Quando l’uomo cerca di attuarsi con le doti che la natura gli ha dato, fa ciò che c’è di più alto.

La realizzazione delle sue doti Paci Sensei l’ha sicuramente raggiunta e dimostrata in tanti momenti, e questo video, che propone un kata da lui ideato, ne è una ulteriore testimonianza, che rimane e che documenta un lungo percorso fatto di passione, impegno, lavoro con se stesso e con gli altri.”

                                   Donatella

questo dvd

Il DVD di ZANSHO (sopra). Dopo 40 anni di intensa pratica, il Maestro Zeffiro Paci Gallo 7° dan, ha sentito l’esigenza di dover esprimere ciò che ha maturato nel corso della sua lunga esperienza di karateka elaborando il kata ZANSHO, ricco di nuove idee, movimenti, tecniche, direzioni ed applicazioni. Da questo kata ha poi sviluppato 14 esercizi di coppia propedeutici al kumite.

Il DVD è arricchito da fondamentali insegnamenti sul Karate Wado e sull’Arte Marziale in generale.

È disponibile presso la segreteria del club.

Quaderno tecnico di stile WADO pubblicato nell’ottobre del 1995. Disponibile presso la segreteria del club.

IL KIAI

Ki: energia vitale, spirito; Ai: unione, incontro, conoscenza.

Il Kiai è l’espressione dell’energia vitale che è in ognuno di noi; lo spirito si attiva in vista di intraprendere un’azione e viene sospinto da un’energica determinazione che può manifestarsi in due modi: internamente “musei no kiai” o con il grido classico “yusei no kiai”.

E` fondamentale concentrare tutta l’energia nel basso addome lasciando che si sprigioni nel momento voluto.

Ricordare quindi che il Kiai non è solo un grido, ma deve nascere dall’addome ed esplodere in gola.

Momenti tecnici del kiai in combattimento:

1. Gridare per caricarsi (anche quando siamo spaventati).

2. Gridare quando l’avversario attacca e in quel momento, distraendolo, contrattaccare.

3. Gridare per distrarre l’avversario e quindi attaccarlo.

TANDEN – HARA

Per ottenere stabilità, equilibrio e potenza è molto importante concentrare l’attenzione nel tanden.

Il tanden è situato nella zona del basso ventre (hara), è il vero centro di noi stessi, del nostro corpo, è il fulcro dell’azione, della forza, della respirazione.

MOKUSO, MUSHIN, SATORI

Nel pensiero orientale un’importante meta da raggiungere è lo stato di “vuoto mentale” (Mushin).

Per noi occidentali questo concetto è molto difficile da comprendere, tentiamo però di capire che nella filosofia Zen il vuoto è l’opposto del nulla.

Nel pensiero buddista tutto esiste già dentro l’uomo e per raggiungere la perfetta conoscenza bisogna eliminare il superfluo, creare cioè il vuoto.

L’agire dell’uomo è, in genere, influenzato da paure, mistificazioni, pregiudizi e passioni che ottenebrano la mente, questi condizionamenti filtrano la realtà, deformandola. E’ solo liberandoci da tutto ciò che si fa spazio dentro se stessi e si riesce a vedere chiaramente; ci si muove allora, nella vita come in combattimento, con naturalezza, tranquillità e chiarezza.

Tutto l’addestramento dell’arte marziale tende al raggiungimento di questa liberazione, alla perfetta identità e simultaneità tra volontà e azione. Chi raggiunge questo stato è già sulla via dell’illuminazione (SATORI).

Per predisporre lo spirito nella pratica dell’arte marziale si ricorre all’esercizio del mokuso, un allenamento per svuotare la mente.

Il mokuso si esegue seduti in posizione “seiza” schiena diritta, testa composta, occhi semichiusi, si fissa un punto sul pavimento a circa due metri.

Il primo gradino è arrivare a controllare la mente (susosukan); per fare questo concentra la tua attenzione nella respirazione.

Fai fluire il respiro, pur seguendolo consapevolmente; inspira lentamente e profondamente e prendendo coscienza del movimento del diaframma, espandi totalmente l’addome.

Espira altrettanto lentamente facendo fuoriuscire l’aria contraendo l’addome.

Per aiutarti ulteriormente nella concentrazione conta piano dall’uno al dieci e ripeti. Il conteggio deve essere in armonia con il tuo ritmo respiratorio.

L’esercizio quotidiano del mokuso ti donerà una sensazione di rilassamento, di quiete, di libertà da ogni tensione.