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PENSIERI DI GRANDI KARATEKA

 

CHOTOKU KIYAN (1870-1945)

Se ci si allena solo alle tecniche del corpo, trascurando di moderare il proprio spirito, cosa fondamentale, l’arte sarà inutilizzabile.

Bisogna diventare lucidi e perspicaci nella vita, e cercare di sviluppare la modestia, la calma di spirito, la prontezza e il coraggio, nello stesso tempo in cui ci si allena alle tecniche del corpo.

L’arte marziale mira ad impedire la violenza, a placare l’agitazione e a proteggersi. E’ per questo che coloro che imparano l’arte marziale devono sempre avere un atteggiamento di modestia e di riservatezza, e comportarsi correttamente, con uno spirito di lealtà e di devozione.

Chi è reso altero ed arrogante dalla propria forza è nefasto per la società, detestato dagli altri, sarà per sè stesso la propria disgrazia. Dice il proverbio: “Il colpo di pugno rimarrà nella manica come un tesoro”. Bisogna dunque evitare di utilizzarlo senza discriminazioni.

Contribuire all’educazione fisica, allenarsi all’arte marziale, rendere sobrio lo spirito: questi sono gli scopi del karate.

Bisogna mantenere la postura restando immobili e immergere il ki (energia) alla base del ventre, badando che non risalga. Tuttavia bisogna anche evitare ad ogni costo di irrigidirsi.

La rapidità è essenziale in tutti i gesti e gli spostamenti.

Tutti gli spostamenti devono essere effettuati mettendo forza nelle dita dei piedi.

Bisogna sempre sforzarsi di integrare lo spirito, il corpo, gli occhi.

 

KANBUN UECHI (1877-1948)

Senza conoscere il tuo avversario, se conosci te stesso, potrai vincere una volta e un’altra volta perderai. Se conosci te stesso e l’avversario non rischierai mai di perdere. Se non conosci né te stesso, né il tuo avversario perderai i combattimenti cento volte su cento.

Colui che vince tutti i combattimenti non è il migliore tra i migliori. Il migliore tra i migliori è chi domina le forze dell’avversario senza battersi.

Non appena trovi una breccia nel tuo avversario devi colpirlo a raffica. Devi difenderti con occhi penetranti, con gambe e mani agili. Se ti deconcentri per un istante, è il momento in cui l’avversario lancerà il suo attacco.

 

 

SHIGERU EGAMI (1912-1981)

La tenerezza, la generosità e l’amore vanno al di là della vita e della morte. Il vero amore permette di abbandonare il proprio ego. Se ci stacchiamo dal nostro ego non abbiamo più nemici.

Ricercare uno stato che supera tutti i tipi di opposizione, acquisire questo stato con il corpo, è questo l’allenamento della via…

Nell’allenamento di karate la cosa più difficile è lo stato di spirito... Quello che dobbiamo imparare attraverso l'allenamento è la purezza di spirito di un neonato e non lo stato d'animo di un folle. Questa è un'arte marziale che supera il combattimento, poiché ci si affronta uccidendo tutto il proprio egoismo. Arrivare all'essenziale della tecnica, riflettere  su tutti i tipi di principi, poi andare più avanti per studiare la legge dello spirito, questo è l'allenamento del karate.

 

 

HIRONORI OTSUKA (1892-1982)

La via delle arti marziali non è la lotta, ma una ricerca della pace interiore e dell'armonia universale. Questo devi ricercare.