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LA VIA DEL KARATE    

        

 

 

Al giorno d’oggi un giovane, ha molte più possibilità di poter scegliere, un tipo di sport o disciplina, di quella avuta dai nostri padri.

Ciò nonostante, ci troviamo di fronte ai così detti Sport di massa, e ad altri con meno adepti. Gli sport di massa,  sono rimasti, tranne qualche eccezione, gli stessi di cinquant’anni fa. Per contro sono arrivate in Occidente delle Discipline Orientali che in questi ultimi vent’anni, hanno riempito non poche file di praticanti, nonostante la avversa pubblicistica in cui sono incorse dette Discipline. 

Non mi riprometto ora, di voler offrire una lezione dello ZEN che circonda le Arti Marziali, né tanto meno di tracciarne i veri “canali”, non ne sarei all’altezza e tanto meno non avrei in un breve scritto, elemento sufficiente di trasmissione! Voglio provare, però, a dare qualche informazione generale:  Il DO alla fine di ogni nome di singola Arte, (Karate do, Judo, Aikido, ecc.) sta per Via, e non intesa come una strada normale, ma come un indirizzo preciso, verso il miglioramento (perfezionamento) di noi stessi.

 Lo ZEN per esempio, considera l’aggressività, come il peggior freno per l’emancipazione.

Le Discipline Giapponesi tra le quali le più note: Karate, Judo, Kendo, Jiujitsu, Aikido, sono oggi una verità importante, dato proprio l’ingente numero di atleti e studiosi che ogni anno si accingono a varcare la soglia di una palestra di karate, o in un luogo dove si pratica judo…..!

Ciò nonostante vorrei tentare, di far più luce su certi concetti di dette Arti Marziali, e in particolar modo sul karate, disciplina alla quale da anni dedico gran parte del mio tempo, facendone serio studio.

Diverse sono le origini psicologiche o fisiche che portano una persona ad avvicinarsi al DOJO (luogo di pratica).

Diverse ragioni ha un uomo per raggiungere qualcosa, un traguardo, un sapere. Molte sono le idee errate che diventano illusioni, per uomini speranzosi di trasformare la loro vita in qualcosa di superiore.

Il mondo estremamente materialistico, numerico, affaristico che ci circonda, ci porta facilmente fuori da ciò che rappresentano le Arti Marziali nella loro vera natura, fatta essenzialmente di Spiritualità, Filosofia e di sacrificio corporeo.

Chi non conosce cosa fa un Karateka (atleta che pratica il karate), molto spesso è portato a deridere e criticare con scetticismo sterile e disfattista, un' Arte, che si basa su delle tecniche che derivano da centinaia di anni di esperienza, tecniche curate, e perfezionate fino ad una monotonia, con il solo scopo di elevare lo Spirito,  plasmando il corpo.

Troppa disinformazione affascina tanti di coloro che vestono un karategi (costume per il karate), troppa illusione a voler diventare una sorta di superuomini, aleggia stranamente in molte teste. D’altronde la cultura che ha dato matrice a queste discipline non è Occidentale, e come tante cose, purtroppo anche il karate, dopo un “lungo viaggio”, non è arrivato da noi come è partito.

Lo Zen è un elemento fondamentale nell’apprendimento del karate, ma chi può parlarci di ZEN? Molto più facile sapere attorno al Calcio o al Basket (o, in tempi più moderni, al kick boxing)!

  In ognuna delle Arti Marziali sopra citate c’è la possibilità, attraverso uno studio sincero e ben seguito, di trasformare gli istinti inferiori, e dare spazio per potersi elevare agli stadi superiori, camminando di continuo verso una evoluzione; questo è possibile solo se si è eliminato precedentemente tutto ciò che rappresenta per noi freno inibitore. Fermo restando che tutto ciò che rappresenta aggressività e violenza esiste, non ci si deve illudere di poter cancellare l’istinto, bisogna solamente impegnarsi  (e non è di certo facile), in una continua attenzione, nella trasformazione della violenza in arte sopraffina di intelligenza, strategia e autocontrollo.

Un proverbio Giapponese del Karate, dice che karate e canto sono fratelli, perché entrambi nascono dall’addome. 

Accanto, quindi, ad una forza psicologica e filosofica, nelle  Arti Marziali bisogna agire anche sacrificando duramente il nostro corpo nell’esercizio fisico.

Il punto “HARA”, situato nel basso ventre, ha una importanza assoluta come gravità fisica e centro vitale di noi stessi.

Nella zona HARA nasce quella energia fisica capace di alimentare una tale forza mentale da farci raggiungere e ottenere traguardi per altri ritenuti impossibili.

Il Samurai del Giappone di un tempo, nostro integerrimo predecessore, e figura dal carisma ineguagliabile, si considerava, come ogni adepto ZEN, una forza della natura, da cui era sorto, e a cui sarebbe tornato(modo di pensare e di emanciparsi, tipicamente Buddista). Il Samurai non desiderava mai la conclusione dell' azione, ma l’azione per sé stessa. Le conclusioni sono effimere, nascono e muoiono. Come non c’è fortezza tanto forte da essere eterna, e ricchezza tanto grande da non potersi trasformare in povertà. Solo la Sostanza Prima, la sostanza per la sostanza, che crea le cose senza scopo, ha bisogno di nulla.

                                                                                                    di Zeffiro Paci Gallo